L’esposizione annovera numerose opere, molte delle quali inedite, tra disegni, acquarelli, incisioni
e dipinti che coprono l’arco di tutta la sua attività artistica. La mostra comprende anche l’interessante
raccolta di un caro amico milanese di Poggeschi, Giuseppe Morerio. Si tratta di alcuni olii ed incisioni
dell'artista gesuita, di Luigi Bartolini e di Nino Corrado Corazza lasciati dai figli di Giuseppe Morerio
alla Compagnia di Gesù e oggi donati alla Fondazione Lercaro di Bologna.
La mostra raccoglie lavori di Poggeschi e di amici artisti, Mino Maccari, Luigi Bartolini, Nino Bertocchi
e Nino Corrado Corazza che bene testimoniano legami tra il gesuita bolognese e l’ambiente
artistico-culturale dagli anni Trenta in avanti. Dai primi disegni per la rivista d’arte e letteratura “L’Orto”,
fondata nel 1931, per la quale Poggeschi curò la parte iconografica, ai disegni legati al suo soggiorno
in campagna a San Matteo della Decima e ai luoghi dell’Appennino bolognese, nei quali parenti e
amici trascorrevano le vacanze, dalle nature morte costituite da pochi oggetti a componimenti poetici,
dove le parole si fanno segni, immagini e poesie visive, l’esposizione si presenta come un racconto
di vita filtrato attraverso il sentimento religioso dell’artista.


